Fabio Colombo, MASSIMILIANO ROMI. Scacchista istriano

Fabio Colombo, MASSIMILIANO ROMI. Scacchista istriano
€ 20,00

Che cosa hanno in comune un’endocrinologo e ricercatore lombardo nato nel 1958 ed uno scacchista istriano nato nel 1893 che visse la maggior parte dei suoi anni a Genova? Il medico è al 50% istriano, è appassionato di scacchi e predilige un’apertura che prende il nome dallo scacchista, il cui nome è Massimiliano Romi. Queste sono le motivazioni che lo hanno spinto a scrivere questo libro, che si propone di mettere a disposizione dei lettori un po’ di informazioni sulla carriera scacchistica, lunga oltre cinquant’anni, di uno dei migliori giocatori italiani di sempre. Infatti Romi fu uno scacchista la cui carriera durò dal 1921 al 1972; pur non diventando mai campione italiano sfiorò in cinque occasioni la conquista del titolo (fu tre volte secondo e due volte terzo); vestì inoltre la maglia azzurra in cinque olimpiadi (tre ufficiali e due non ufficiali). Nel 1925 vinse il torneo di Scarborough e nel 1927 quello di Londra. Nel 1938 a Parigi pareggiò un incontro con il cubano Capablanca, considerato uno dei più forti giocatori di tutti i tempi. Oltre alla storia della carriera di Romi, nato a Pinguente, il libro comprende oltre cento partite da lui disputate con commenti dell’epoca…

Caterina Dominici, Identità, territorialità autonomia

Caterina Dominici, Identità, territorialità autonomia
€ 12,00

Prefazione di Claudio Cia. Assessore Regionale

La vera sfida culturale dell’Autonomia, quindi, non sarà solo quella di conservare tracce importanti del passato, ma di trovare dei percorsi culturali che sappiano proiettare l’identità di un popolo, quello trentino. La sfida sarà quindi quella di conservare un’identità territoriale e di darle un futuro. L’Autonomia ha permesso interventi per lo sviluppo delle zone montane. La Provincia intende valorizzare le attività economiche nelle zone montane nel pieno rispetto delle risorse ambientali, perseguendo l’obbiettivo di assicurare lo sviluppo sociale e la salvaguardia dell’identità culturale delle popolazioni locali. L’Autonomia è stata ed è strumento della programmazione provinciale per lo sviluppo principalmente delle zone montane.

LA IMPOSSIBILE “CURA” DELLA VITA

Filippo La Porta
La impossibile “cura” della vita”. Anton Cechov, Louis-Ferdinand Céline, Carlo Levi, medici-scrittori coscienziosi e senza illusioni.
€ 14,00

Vorrei introdurvi all’opera – intrecciata con la biografia – di tre scrittori che amo molto, e che presentano almeno un tratto in comune: hanno svolto la professione di medico, in periodi più o meno lunghi della loro esistenza. Anton Cechov, Louis-Ferdinand Céline e Carlo Levi condividono però qualcos’altro. Sono stati tutti e tre, sia pure in modi diversi, critici radicali della società del loro tempo – dei suoi idoli e delle sue servitù – e tutti sono stati medici non solo con spirito di dedizione ma con una decisa attrazione verso il “basso”, verso gli umiliati e offesi (Cechov e Céline provenivano letteralmente dal basso, da una piccola borghesia sempre sull’orlo del fallimento, mentre Levi aveva invece originialto-borghesi). 

Ladinità nonesa

Ladinità nonesa
A cura di Caterina Dominici
€ 6,90

Asociazion Nonesa-Ladina Rezia
Ladinità nonesa
A cura di Caterina Dominici

Allo stato attuale una legge dello Stato non è rispettata, non solo, neppure la volontàdi un’intera valle espressa con regolare censimento. Chiediamo pertanto al presidente della Provincia Autonoma di Trento Maurizio Fugatti che possa prendere atto di questa tormentosa e annosa questione e che possa impegnarsiad applicare la Legge dello Stato e a dare un seguito all’espressione di una volontà popolaree di un censimento previsto dalla legge.
Interventi di:
Caterina Dominici, Sergio Carneri, Don Bepo Pinamonti, Vigilio Inama, Guglielmo Bertagnolli, Gaetano Forni, John W. Cole Eric R. Wolf, Cesare Poppi, Mario Alinei, Giulia Mastrelli Anzilotti, Ilaria De Biasi, David Wilkinson, Cristian Kollmann, Guntram Plagg, Giorgio De Biasi, Bruno Francisci, Lois Craffonara, Giovanni Corrà, Giulio Filippi. 

I misteri di Skiòn

Claudio Clini,
I misteri di Skiòn
€ 14,00

Nella periferia di una metropoli in una notte di lunarossa, una giovane donna intravede un corpo al marginedi quello che un tempo era un giardino.Si avvicina e tra carta, rifiuti e un po’ d’erba gli appareil volto di un ragazzino coperto di sangue.Una normale storia di periferia, una guerra tra bande,scrive il maresciallo del presidio di zona nel suorapporto, ma un capitano testardo e la sua giovaneaiutante non ne sono convinti e decidono di indagarea fondo svelando una complessa vicenda di razzismoe prostituzione minorile.

IL FILO ROSSO. Palermo

Claudio Clini,
Il filo rosso. Palermo
€ 9,90

Liberto era seduto dietro al banco dei giornali con un libro in mano quando l’uomo col cappello era entrato. Alla presenza del ragazzino si era fermato un attimo indeciso, poi aveva estratto la pistola. Un rumore secco e duro aveva frantumato il silenzio lasciando nell’aria un odore acre e persistente. Con un movimento per lui abituale aveva riposto l’arma nella fondina ed era uscito. Il padre era scivolato a terra. Un filo rosso gli tingeva la fronte“.
Dieci anni dopo, all’alba del suo diciottesimo compleanno, un evento drammatico travolge Liberto e lo trascina in un gioco pericoloso all’ossessiva ricerca di chi aveva ordinato l’omicidio del padre.

VITALI E CLINI, SPECCHI DEI FANTASMI DI NAPOLI Di Filippo La Porta, Corriere del Mezzogiorno (Campania) 31 gennaio 2020.

Difficile scrivere qualcosa di originale su Napoli, città sovrarappresentata in letteratura e nel cinema. Ma in Polvere per scarafaggi di Nando Vitali (Ad est dell’equatore) — discesa crudele e amorevole nelle viscere urbane — troverete Napoli insolitamente trasfigurata in «città del vento», dove «si cambia spesso opinione e partito» perché il vento agita le bandiere in ogni direzione ….Non tanto libro di racconti quanto zibaldone composto da ventisette pezzi: micronarrazioni, frammenti autobiografici, annotazioni di diario, monologhi, album di fotografie, illuminazioni, invenzioni surreali. L’autore rivela la sua genealogia letteraria: non solo i Burroughs, O’Connor, Cortazar e Carraro dell’epigrafe ma soprattutto Domenico Rea, cui viene dedicato un racconto. E dire Rea significa dire Boccaccio — qui rievocato per la chiesa dove incontrò Fiammetta — riletto dal plebeo e fiabesco Basile. La materia di questi testi è sanguinante e infetta. Il mondo che viene rappresentato ha una luce torbida, «curvata», a tratti minacciosa, e ospita creature «storte», marchiate a fuoco da un dolore gratuito e insensato (a un certo punto c’è perfino chi intende chiederne conto a Dio stesso!). Mi permetto di aggiungere un altro grande modello, il maestro insuperato del racconto moderno, Cechov. Anche Rea, come Cechov, viene dal basso, e perciò non giudica mai, rappresenta crudamente (e accetta) le persone come sono, al contrario del moralismo a tratti aristocratico di Eduardo (e per Cechov di Tolstoj), che aspira a rigenerare l’umanità. Anche Vitali ha un punto di vista del «basso» — sprofondato nei crateri dei Campi Flegrei — e anzi intende fare del basso una risorsa (quasi una visione «aumentata» della realtà, attenta a coglierne le possibili opportunità), e racconta la ambiguità morale di un mondo in cui un uomo buono può diventare mostruoso («Mediterraneo»), e un padre travestito da Babbo Natale si incarica — con gli occhi iniettati di sangue — di spezzare l’incanto del figlio («Il giorno più brutto della mia vita»).Il racconto più commovente è «Petronilla» dove un uomo con tre gambe, in un circo, si innamora di una donna, acrobata androgina. In molte di queste storie, che l’autore definisce ellittiche, si rasentano spesso i generi del noir, dell’horror e perfino della fantascienza. Ma devo confessare la mia preferenza ai pezzi di nonfiction, e in particolare a un reportage lirico sul pontile di Bagnoli, alla «Basilica di San Lorenzo», nel quale trovandosi da bambino nella chiesa omonima l’autore si identifica con il santo dei desideri, delle bugie e delle stelle comete ( e con lui sogna un mondo inverso, «dove i belli saranno perseguitati…»), e poi lo straziante «Quel muro invisibile», sulla stregata coincidenza tra la festosa caduta del muro di Berlino e la silenziosa morte della madre in ospedale («Non sono riuscito a parlarle. A dirle niente di importante che rendesse significante la mia presenza»). Vitali ci mostra la pena di vivere senza i piagnistei estetizzanti del folklore. Però ci avverte anche che solo se ci immergiamo nell’acqua limacciosa di un pozzo nero potremmo scorgere in alto la luna, mentre a Bagnoli il passaggio della inafferrabile Anna lascia pur sempre un profumo di oleandro e cioccolato. E soprattutto il suono della tromba dolente di Chet Baker allude a un’utopia della purezza che forse è riservata proprio ai deformi.Se Vitali ritiene che «i fantasmi siamo noi», con lui potrebbe concordare Caudio Clini, medico e scrittore al suo terzo romanzo, Natura di Jo (Francisci), dove l’allucinazione rinvia — anche con l’aiuto di Leopardi — a conflitti psicologici. Il protagonista Enrico, adolescente napoletano disturbato, si laurea in Medicina a Bologna e poi torna nella sua città — apparentemente guarito — come professore di Medicina Legale. Qui gli appare di notte la misteriosa Jo, che emerge da antiche ferite non rimarginate. Il medico tra l’altro conduce una propria ricerca biologica su quelle particolari molecole che si attivano inspiegabilmente dopo un decesso. A ciò si aggiunga una vicenda parallela che ci porta nel cuore della criminalità organizzata. Clivi — non napoletano ma che nella città partenopea ha vissuto a lungo — costruisce una coerente macchina narrativa, in cui della vicenda camorristica non ci importa nulla ma che ha almeno due meriti. Fa emergere l’anima ctonia di Napoli, costruita su un labirinto tufaceo di grotte, cimiteri e necropoli, come già avevano fatto suggestivamente Moscato e Cappuccio, ma con un originale aggiunta «scientifica» sui paradossi della fisica quantistica. E poi, senza nulla concedere all’esoterico, svolge un teorema «illuministico» — puro Hitchcock — in cui il mistero evapora quando si scioglie, in una drammatica scena finale, il trauma che l’ha provocato.

I QUADERNI DI SAGEN 2

«I QUADERNI di SAGEN»
Periodico dell’Associazione Salute, Ambiente, Genoma – SAGEN
Direzione Scientifica: Claudio Clini
Direzione editoriale: Ilaria Di Tommaso
Hanno collaborato a questo numero:
Nadia Bel Haddad, Amal Douhab
www.associazionesagen.it
Aldo Francisci Editore – Abano Terme

I QUADERNI DI SAGEN 2
ASSOCIAZIONE SALUTE, AMBIENTE, GENOMA – SAGEN
in collaborazione con il
CENTRO DOCUMENTAZIONE E STUDI DEI COMUNI ITALIANI ANCI-IFEL
SALUTE E AMBIENTE
Alla luce delle innovazioni tecnologiche e scientifiche
Sintesi del workshop
Roma, 8 maggio 2019
Aldo Francisci Editore

Inno ai Patriarchi di Giacomo Leopardi o de’ principii del genere umano.

Caterina Dominici,
Inno ai Patriarchi o de’ principii del genere umano. Presentazione di Fabio Corvatta.
€ 19,00

La concezione dell’umanità, della storia, della natura, della civiltà, del male, dell’infelicità costituisce il fondamento dell’ispirazione dell’Inno ai Patriarchi, nel quale quella concezione trova ampio e approfondito svolgimento. Nell’Inno trovarono sistemazione i risultati delle approfondite e tormentate riflessioni del Leopardi sulla vita e sul destino dell’uomo, sul divenire dell’umanità attraverso la storia, che egli andava annotando frequentemente nelle pagine dello Zibaldone.
L’uomo ama e desidera quello che non ha limite, odia e rifiuta il sensitivo, di cui conosce e individua l’esiguità. A risolvere la contraddizione tra il desiderio dell’illimitato e la realtà contingente e limitata, che quel desiderio non potrà mai appagare, interviene l’opera dell’immaginazione e delle illusioni: il fondamento dell’ispirazione de l’Infinito. A soddisfare quell’intima esigenza dell’uomo, la natura concorse con la varietà e l’indefinità. Il vario, l’indefinito, il misterioso di un paesaggio naturale, di un cielo parzialmente ricoperto da nubi in movimento, la visione di un orizzonte, contemplato da un angolo, infondono sentimenti indefiniti e piacevolissimi. L’ispirazione degli Inni aveva attinto copiosamente alla squisita sensibilità leopardiana che, di fronte agli spettacoli naturali, si commuoveva incomparabilmente, vibrando con incontaminata schiettezza. L’aspirazione era radicata nell’animo del Leopardi, trascendendo limiti di spazio e di tempo, così come l’ammirazione per le antiche epoche dell’umanità e in particolare per quella biblica dei Patriarchi.

Il taròn degli spazzacamini. Tuenno e Val di Non.

Remo Menapace,
Il taròn degli spazzacamini. Tuenno e Val di Non.
€ 14,00

Basandosi soprattutto sul grande contributo lessicale di G. Tomasini (“Il “Taron” degli spazzacamini nonesi: contributo lessicale”) e avvalendosi del grande aiuto di dieci informatori, ex-spazzacamini, l’autore formula una raccolta lessicale in duplice ordine alfabetico (gergale – italiano e italiano – gergale) dei termini utilizzati dagli spazzacamini durante lo svolgimento del loro mestiere.
Il mestiere dello spazzacamino rappresentò, nel corso del 1800, il mestiere tipico dei Tuennesi, abitanti della nota città della Val di Non, i quali, soprattutto in tenera età, durante tutto il secolo e inizi del successivo, partivano numerosi verso la Pianura Padana, in particolare nelle province di Brescia, Bergamo, Verona, Mantova, Cremona, Parma, Piacenza, per svolgere il mestiere di spazzacamino; tale emigrazione aveva carattere esclusivamente stagionale invernale.Un libro, arricchito, oltre che dalla raccolta lessicale, anche da cenni storici e aneddoti, per ricordare e tramandare un linguaggio tipico di un mestiere ormai non più in uso, ma non per questo meritevole di grande attenzione storica e culturale.

l’Adige. 21 giugno 2019
TRENTINO. 21 giugno 2019

La natura di Jo. Napoli

Claudio Clini,
La natura di Jo. Napoli
€ 14,00

Un medico legale, professore universitario, si trasferisce da Bologna a Napoli, presso il vecchio Policlinico della seconda Università sorta sulle rovine dell’acropoli della antica città greca di Neapolis. Nei locali dove inizierà a lavorare, oltre all’obitorio, il professore avrà a disposizione un laboratorio su cui perfezionerà le ricerche sulla materia oscura delle cellule e sui micro componenti biologici che continuano a vivere oltre la morte. Coinvolto in una vicenda traumatica, si imbatterà in Jò, una giovane donna che solo lui riesce a vedere e sentire. In un intreccio crescente di avvenimenti e di personaggi, in una Napoli misteriosa e sotterranea, il professore aiutato dall’amico scrittore si muoverà alla ricerca della natura di Jò. Una terribile verità lo attende, sepolta nei ricordi perduti della sua adolescenza.