LA IMPOSSIBILE “CURA” DELLA VITA

Filippo La Porta
La impossibile “cura” della vita”. Anton Cechov, Louis-Ferdinand Céline, Carlo Levi, medici-scrittori coscienziosi e senza illusioni.
€ 14,00

Vorrei introdurvi all’opera – intrecciata con la biografia – di tre scrittori che amo molto, e che presentano almeno un tratto in comune: hanno svolto la professione di medico, in periodi più o meno lunghi della loro esistenza. Anton Cechov, Louis-Ferdinand Céline e Carlo Levi condividono però qualcos’altro. Sono stati tutti e tre, sia pure in modi diversi, critici radicali della società del loro tempo – dei suoi idoli e delle sue servitù – e tutti sono stati medici non solo con spirito di dedizione ma con una decisa attrazione verso il “basso”, verso gli umiliati e offesi (Cechov e Céline provenivano letteralmente dal basso, da una piccola borghesia sempre sull’orlo del fallimento, mentre Levi aveva invece originialto-borghesi). 

Ladinità nonesa

Ladinità nonesa
A cura di Caterina Dominici
€ 6,90

Asociazion Nonesa-Ladina Rezia
Ladinità nonesa
A cura di Caterina Dominici

Allo stato attuale una legge dello Stato non è rispettata, non solo, neppure la volontàdi un’intera valle espressa con regolare censimento. Chiediamo pertanto al presidente della Provincia Autonoma di Trento Maurizio Fugatti che possa prendere atto di questa tormentosa e annosa questione e che possa impegnarsiad applicare la Legge dello Stato e a dare un seguito all’espressione di una volontà popolaree di un censimento previsto dalla legge.
Interventi di:
Caterina Dominici, Sergio Carneri, Don Bepo Pinamonti, Vigilio Inama, Guglielmo Bertagnolli, Gaetano Forni, John W. Cole Eric R. Wolf, Cesare Poppi, Mario Alinei, Giulia Mastrelli Anzilotti, Ilaria De Biasi, David Wilkinson, Cristian Kollmann, Guntram Plagg, Giorgio De Biasi, Bruno Francisci, Lois Craffonara, Giovanni Corrà, Giulio Filippi. 

I misteri di Skiòn

Claudio Clini,
I misteri di Skiòn
€ 14,00

Nella periferia di una metropoli in una notte di lunarossa, una giovane donna intravede un corpo al marginedi quello che un tempo era un giardino.Si avvicina e tra carta, rifiuti e un po’ d’erba gli appareil volto di un ragazzino coperto di sangue.Una normale storia di periferia, una guerra tra bande,scrive il maresciallo del presidio di zona nel suorapporto, ma un capitano testardo e la sua giovaneaiutante non ne sono convinti e decidono di indagarea fondo svelando una complessa vicenda di razzismoe prostituzione minorile.

IL FILO ROSSO. Palermo

Claudio Clini,
Il filo rosso. Palermo
€ 9,90

Liberto era seduto dietro al banco dei giornali con un libro in mano quando l’uomo col cappello era entrato. Alla presenza del ragazzino si era fermato un attimo indeciso, poi aveva estratto la pistola. Un rumore secco e duro aveva frantumato il silenzio lasciando nell’aria un odore acre e persistente. Con un movimento per lui abituale aveva riposto l’arma nella fondina ed era uscito. Il padre era scivolato a terra. Un filo rosso gli tingeva la fronte“.
Dieci anni dopo, all’alba del suo diciottesimo compleanno, un evento drammatico travolge Liberto e lo trascina in un gioco pericoloso all’ossessiva ricerca di chi aveva ordinato l’omicidio del padre.

VITALI E CLINI, SPECCHI DEI FANTASMI DI NAPOLI Di Filippo La Porta, Corriere del Mezzogiorno (Campania) 31 gennaio 2020.

Difficile scrivere qualcosa di originale su Napoli, città sovrarappresentata in letteratura e nel cinema. Ma in Polvere per scarafaggi di Nando Vitali (Ad est dell’equatore) — discesa crudele e amorevole nelle viscere urbane — troverete Napoli insolitamente trasfigurata in «città del vento», dove «si cambia spesso opinione e partito» perché il vento agita le bandiere in ogni direzione ….Non tanto libro di racconti quanto zibaldone composto da ventisette pezzi: micronarrazioni, frammenti autobiografici, annotazioni di diario, monologhi, album di fotografie, illuminazioni, invenzioni surreali. L’autore rivela la sua genealogia letteraria: non solo i Burroughs, O’Connor, Cortazar e Carraro dell’epigrafe ma soprattutto Domenico Rea, cui viene dedicato un racconto. E dire Rea significa dire Boccaccio — qui rievocato per la chiesa dove incontrò Fiammetta — riletto dal plebeo e fiabesco Basile. La materia di questi testi è sanguinante e infetta. Il mondo che viene rappresentato ha una luce torbida, «curvata», a tratti minacciosa, e ospita creature «storte», marchiate a fuoco da un dolore gratuito e insensato (a un certo punto c’è perfino chi intende chiederne conto a Dio stesso!). Mi permetto di aggiungere un altro grande modello, il maestro insuperato del racconto moderno, Cechov. Anche Rea, come Cechov, viene dal basso, e perciò non giudica mai, rappresenta crudamente (e accetta) le persone come sono, al contrario del moralismo a tratti aristocratico di Eduardo (e per Cechov di Tolstoj), che aspira a rigenerare l’umanità. Anche Vitali ha un punto di vista del «basso» — sprofondato nei crateri dei Campi Flegrei — e anzi intende fare del basso una risorsa (quasi una visione «aumentata» della realtà, attenta a coglierne le possibili opportunità), e racconta la ambiguità morale di un mondo in cui un uomo buono può diventare mostruoso («Mediterraneo»), e un padre travestito da Babbo Natale si incarica — con gli occhi iniettati di sangue — di spezzare l’incanto del figlio («Il giorno più brutto della mia vita»).Il racconto più commovente è «Petronilla» dove un uomo con tre gambe, in un circo, si innamora di una donna, acrobata androgina. In molte di queste storie, che l’autore definisce ellittiche, si rasentano spesso i generi del noir, dell’horror e perfino della fantascienza. Ma devo confessare la mia preferenza ai pezzi di nonfiction, e in particolare a un reportage lirico sul pontile di Bagnoli, alla «Basilica di San Lorenzo», nel quale trovandosi da bambino nella chiesa omonima l’autore si identifica con il santo dei desideri, delle bugie e delle stelle comete ( e con lui sogna un mondo inverso, «dove i belli saranno perseguitati…»), e poi lo straziante «Quel muro invisibile», sulla stregata coincidenza tra la festosa caduta del muro di Berlino e la silenziosa morte della madre in ospedale («Non sono riuscito a parlarle. A dirle niente di importante che rendesse significante la mia presenza»). Vitali ci mostra la pena di vivere senza i piagnistei estetizzanti del folklore. Però ci avverte anche che solo se ci immergiamo nell’acqua limacciosa di un pozzo nero potremmo scorgere in alto la luna, mentre a Bagnoli il passaggio della inafferrabile Anna lascia pur sempre un profumo di oleandro e cioccolato. E soprattutto il suono della tromba dolente di Chet Baker allude a un’utopia della purezza che forse è riservata proprio ai deformi.Se Vitali ritiene che «i fantasmi siamo noi», con lui potrebbe concordare Caudio Clini, medico e scrittore al suo terzo romanzo, Natura di Jo (Francisci), dove l’allucinazione rinvia — anche con l’aiuto di Leopardi — a conflitti psicologici. Il protagonista Enrico, adolescente napoletano disturbato, si laurea in Medicina a Bologna e poi torna nella sua città — apparentemente guarito — come professore di Medicina Legale. Qui gli appare di notte la misteriosa Jo, che emerge da antiche ferite non rimarginate. Il medico tra l’altro conduce una propria ricerca biologica su quelle particolari molecole che si attivano inspiegabilmente dopo un decesso. A ciò si aggiunga una vicenda parallela che ci porta nel cuore della criminalità organizzata. Clivi — non napoletano ma che nella città partenopea ha vissuto a lungo — costruisce una coerente macchina narrativa, in cui della vicenda camorristica non ci importa nulla ma che ha almeno due meriti. Fa emergere l’anima ctonia di Napoli, costruita su un labirinto tufaceo di grotte, cimiteri e necropoli, come già avevano fatto suggestivamente Moscato e Cappuccio, ma con un originale aggiunta «scientifica» sui paradossi della fisica quantistica. E poi, senza nulla concedere all’esoterico, svolge un teorema «illuministico» — puro Hitchcock — in cui il mistero evapora quando si scioglie, in una drammatica scena finale, il trauma che l’ha provocato.

Inno ai Patriarchi di Giacomo Leopardi o de’ principii del genere umano.

Caterina Dominici,
Inno ai Patriarchi o de’ principii del genere umano. Presentazione di Fabio Corvatta.
€ 19,00

La concezione dell’umanità, della storia, della natura, della civiltà, del male, dell’infelicità costituisce il fondamento dell’ispirazione dell’Inno ai Patriarchi, nel quale quella concezione trova ampio e approfondito svolgimento. Nell’Inno trovarono sistemazione i risultati delle approfondite e tormentate riflessioni del Leopardi sulla vita e sul destino dell’uomo, sul divenire dell’umanità attraverso la storia, che egli andava annotando frequentemente nelle pagine dello Zibaldone.
L’uomo ama e desidera quello che non ha limite, odia e rifiuta il sensitivo, di cui conosce e individua l’esiguità. A risolvere la contraddizione tra il desiderio dell’illimitato e la realtà contingente e limitata, che quel desiderio non potrà mai appagare, interviene l’opera dell’immaginazione e delle illusioni: il fondamento dell’ispirazione de l’Infinito. A soddisfare quell’intima esigenza dell’uomo, la natura concorse con la varietà e l’indefinità. Il vario, l’indefinito, il misterioso di un paesaggio naturale, di un cielo parzialmente ricoperto da nubi in movimento, la visione di un orizzonte, contemplato da un angolo, infondono sentimenti indefiniti e piacevolissimi. L’ispirazione degli Inni aveva attinto copiosamente alla squisita sensibilità leopardiana che, di fronte agli spettacoli naturali, si commuoveva incomparabilmente, vibrando con incontaminata schiettezza. L’aspirazione era radicata nell’animo del Leopardi, trascendendo limiti di spazio e di tempo, così come l’ammirazione per le antiche epoche dell’umanità e in particolare per quella biblica dei Patriarchi.

La natura di Jo. Napoli

Claudio Clini,
La natura di Jo. Napoli
€ 14,00

Un medico legale, professore universitario, si trasferisce da Bologna a Napoli, presso il vecchio Policlinico della seconda Università sorta sulle rovine dell’acropoli della antica città greca di Neapolis. Nei locali dove inizierà a lavorare, oltre all’obitorio, il professore avrà a disposizione un laboratorio su cui perfezionerà le ricerche sulla materia oscura delle cellule e sui micro componenti biologici che continuano a vivere oltre la morte. Coinvolto in una vicenda traumatica, si imbatterà in Jò, una giovane donna che solo lui riesce a vedere e sentire. In un intreccio crescente di avvenimenti e di personaggi, in una Napoli misteriosa e sotterranea, il professore aiutato dall’amico scrittore si muoverà alla ricerca della natura di Jò. Una terribile verità lo attende, sepolta nei ricordi perduti della sua adolescenza.

Dizionario nòneso-ladino.

Dizionario nòneso-ladino.
Noneso-ladino – italiano e italiano – noneso-ladino
€ 22,00

Promosso dall’Accademia della lingua noneso-ladina e curato di Caterina Dominici con la collaborazione di David Wilkinson, questo dizionario della lingua nònesa-ladina ha le due varianti dal nòneso-ladino all’italiano e dall’italiano e dal nòneso-ladino. Il dizionario vuole essere di facile consultazione,maneggevole in particolare per le nuove generazioni, nelle versioni sia dell’una che dell’altra parte sono state riportate le caratteristiche principali di pronuncia e di vocali della alta Valle di Non e della media-bassa Valle di Non. Hanno collaborato poeti e scrittori appassionati ed esperti della valle e non solo, grandi conoscitori della nostra parlata ladina. Vogliamo mettere in evidenza che il dizionario si è potuto realizzare per l’iniziativa e collaborazione dell’Accademia della lingua nònesa ladina.

Coordinamento di redazione:
Sofia Zuccherato
Hanno collaborato:
Sergio Abram, Maria Rosa Brida, Francesco Canestrini,
Giovanni Corrà, Antonietta Dalpiaz, Giorgio De Biasi, Carla Ebli, Fulgenzio Facinelli, Bruno Francisci, Sergio Iob, Dolores Keller, Ferruccio Marinelli, Leonardo Paternoster, Costantino Pellegrini, Luciana Recla, Liliana Turri, Fabio Widman

http://www.giornaletrentino.it/cronaca/trento/un-dizionario-dal-noneso-ladino-all-italiano-1.1214655

http://www.trentinotv.it/news_dettaglio.php?id=19834627


http://www.giornaletrentino.it/cronaca/non-e-sole/dizionario-il-sogno-si-avvera-1.1674367

http://www.giornaletrentino.it/cronaca/non-e-sole/noneso-ladino-codificato-1.1853243

http://www.ladige.it/territori/non-sole/2019/01/02/dizionario-n-neso-ladino-giovani-ora-vendita

http://www.giornaletrentino.it/cronaca/non-e-sole/in-tv-il-dizionario-noneso-ladino-1.1879202

http://www.giornaletrentino.it/cronaca/non-e-sole/dominici-e-i-ladini-nonesi-a-canale-italia-1.1889141

Il fotografo di via degli orfani. Roma

Claudio Clini,
Il fotografo di via degli orfani. Roma
€ 14,00

Nella Roma della fine del 1848 e dei primi sei mesi del 1849, si intrecciano tempi e spazi diversi, talvolta coincidenti. Nel sottile confine tra realtà e irrealtà, si muovono numerosi personaggi. Un fotografo alla prima esperienza di foto notturne e un giovane allievo ebreo, il suo maestro di Kabala, un prete cattolico di famiglia ebraica, un filosofo liberale e un diplomatico inglese coinvolti nelle trame successive all’omicidio di un ministro di Pio IX, un ufficiale dei carabinieri che indaga sul delitto e un magistrato ambizioso. Le donne della luna piena e le loro misteriose sembianze. Infine, un medico dell’ospedale dell’isola di San Bartolomeo e una giovane archeologa inglese, legati da un amore improvviso e tormentato. Le storie di tutti i personaggi si svolgono e si legano tra loro mentre, sotto le sembianze dei demoni del Pantheon, ombre oscure hanno steso una coltre minacciosa su Roma, la città degli echi, delle illusioni e del desiderio.

Delitto invisibile. Venezia

Claudio Clini,
Delitto invisibile. Venezia.
€ 14,00

“Luca si muoveva sullo sfondo di una memoria smarrita, alla ricerca di una verità incerta.
Credo che il suo mondo fosse per lui reale, forse diverso dal nostro, ma pur sempre solido, come lo è ora la sua ricerca di prove e di un corpo che la corrente di un canale potrebbe trattenere chissà dove e chissà in quale tempo”.
Così un anziano psichiatra, il professor Sanedo, raffigura al magistrato, che indaga su un delitto all’apparenza già risolto, il presunto assassino e la scena del crimine.
Da qui si delinea, pagina dopo pagina, una storia intensa ambientata in una Venezia della fine del secolo scorso che si intreccia e si confonde con quella della metà del trecento e dove due storie, una antica e una presente, si attorcigliano fino ad offrire un finale per nulla scontato che coinvolge tutti i personaggi del romanzo.

L’uomo che restituì la vista al Cristo

Marino Massarotti,
L’uomo che restituì la vista al Cristo.
Disegni inediti di Alberto Verza. Tavole di Franco Bolzonella.
€ 18,00